Isola di Pasqua: i moai di Rapa Nui
A oltre tremila chilometri dalla costa cilena, Rapa Nui custodisce centinaia di statue monolitiche scolpite tra il 1250 e il 1500, ancora oggi al centro di domande più che di risposte definitive.
L'isola si gira in auto o in tour organizzati, con distanze comunque contenute.
Alle pendici del vulcano Rano Raraku, la cava dove furono scolpiti quasi tutti i moai, restano infissi nel terreno circa quattrocento statue mai completate né trasportate.
A pochi chilometri, Ahu Tongariki allinea quindici moai restaurati negli anni Novanta dopo che uno tsunami li aveva rovesciati decenni prima, oggi la fila di statue più fotografata dell'isola.
Salendo sul bordo del vulcano Rano Kau si raggiunge Orongo, villaggio cerimoniale dove si svolgeva il culto dell'uomo-uccello dopo il declino della cultura dei moai.
Verso sera, la spiaggia di Anakena, una delle poche di sabbia dell'isola, ospita i moai restaurati di Ahu Nau Nau, alcuni ancora con il copricapo di pietra rossa originale.
Nessuno sa con certezza come i moai, alcuni alti oltre nove metri, siano stati trasportati dalla cava fino alle piattaforme costiere: le ipotesi vanno da slitte di legno a un sistema di corde che li faceva 'camminare' oscillando.
Secondo la tradizione orale, Anakena sarebbe il punto esatto in cui sbarcò Hotu Matu'a, il leggendario primo abitante dell'isola, rendendo questa spiaggia tanto simbolica quanto turistica.
Tour organizzati ed esperienze a Isla De Pascua
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