Alghero: l'anima catalana della Sardegna
Colonizzata da coloni catalani nel Trecento, Alghero parla ancora un proprio dialetto catalano ed è per questo soprannominata 'Barceloneta', la piccola Barcellona.
Il centro storico e i bastioni si visitano a piedi.
Le vie strette del centro storico di Alghero conservano ancora insegne bilingui in italiano e algherese, la variante catalana parlata da parte della popolazione locale.
A pochi passi, la Cattedrale di Santa Maria mescola elementi catalano-gotici e rinascimentali accumulati in secoli di rimaneggiamenti, con un campanile ottagonale che resta visibile da gran parte del centro storico.
Camminando lungo i Bastioni che corrono sul mare si osservano i tramonti più fotografati della città, tra le antiche fortificazioni spagnole.
Nel pomeriggio, una barca porta fino alle Grotte di Nettuno, cavità marina sul promontorio di Capo Caccia raggiungibile anche a piedi da seicentocinquantaquattro gradini scavati nella roccia.
Chi sceglie la scalinata invece della barca per raggiungere le Grotte di Nettuno risale poi lo stesso dislivello a piedi: un dettaglio che molte guide dimenticano di sottolineare prima di partire.
L'algherese, pur derivando dal catalano medievale portato dai coloni aragonesi, si è evoluto in modo isolato per secoli, diventando oggi comprensibile solo in parte a chi parla il catalano della Catalogna.
Tour organizzati ed esperienze a Alghero
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