Olbia: porta della Costa Smeralda
Più porto d'accesso che meta in sé, Olbia conserva comunque un centro storico raccolto e un museo archeologico costruito letteralmente sopra le acque del suo porto.
Il centro si gira a piedi in una mattina; per le spiagge vicine serve un'auto.
Blocchi di granito riutilizzati da rovine romane compongono le pareti dell'undicesimo secolo della Basilica di San Simplicio, il monumento più antico della città e sede in estate di un festival musicale tra le sue navate romaniche.
A pochi minuti a piedi, il Corso Umberto pedonale attraversa il centro tra negozi e caffè fino al porto.
Proprio sull'acqua, su un'isola artificiale collegata da una passerella, il Museo Archeologico espone i resti di imbarcazioni puniche e romane affondate nel porto e recuperate solo in tempi recenti.
Nel tardo pomeriggio conviene spostarsi verso nord, dove le spiagge di Pittulongu offrono un primo assaggio delle acque turchesi che rendono famosa la vicina Costa Smeralda.
I relitti esposti al museo furono scoperti quasi per caso durante i lavori di ampliamento del porto negli anni Duemila, e hanno riscritto parte di quanto si sapeva sul commercio romano in Sardegna.
Molti visitatori attraversano Olbia solo per il tempo di un check-in o di un imbarco: chi si ferma anche solo poche ore scopre una città portuale con una storia più lunga di quella dei resort a nord.
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