Tangeri: dove l'Atlantico incontra il Mediterraneo
Punto più settentrionale dell'Africa affacciato sullo Stretto di Gibilterra, Tangeri fu per decenni del Novecento zona internazionale amministrata da più potenze straniere insieme, attirando artisti e scrittori da tutto il mondo.
La Kasbah e la medina si visitano comodamente a piedi; Capo Spartel richiede un'auto o un taxi.
La Kasbah, quartiere fortificato sulla sommità della medina, conserva l'ex palazzo del sultano oggi trasformato in museo, con vicoli bianchi che si affacciano a sorpresa sullo stretto sottostante.
L'American Legation, prima proprietà pubblica statunitense fuori dai confini nazionali, ricevuta in dono dal sultano del Marocco nel 1821, ospita oggi un museo dedicato ai rapporti storici tra i due paesi.
Capo Spartel, dove secondo la tradizione locale le acque dell'Atlantico incontrano quelle del Mediterraneo, ospita un faro ottocentesco ancora funzionante e, poco distante, le Grotte di Ercole affacciate sull'oceano.
Il Grand Socco, piazza principale all'ingresso della medina, mescola bancarelle di spezie e artigianato a caffè dove scrittori come Paul Bowles trascorsero gran parte della propria vita a Tangeri.
L'American Legation, dono diplomatico di due secoli fa, e i caffè del Grand Socco frequentati dagli scrittori del Novecento raccontano due epoche diverse dello stesso ruolo di Tangeri: porta d'incontro tra mondi lontani.
A Capo Spartel, con due mari che si incontrano davanti agli occhi, quel ruolo sembra scritto nella geografia stessa della città prima ancora che nella sua storia.
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