Jerez de la Frontera: sherry, cavalli e flamenco
Dal nome di questa città andalusa deriva la parola inglese 'sherry': qui si producono da secoli i vini fortificati che hanno reso Jerez famosa ben oltre i confini della Spagna.
Il centro si visita a piedi, ma per le bodegas più periferiche conviene un taxi.
Domina il centro storico l'Alcázar di Jerez, fortezza almohade dell'undicesimo secolo che conserva una delle poche moschee sopravvissute in Andalusia, oggi affiancata da giardini e da una camera oscura ottocentesca.
A pochi passi si visita una delle storiche bodegas cittadine, dove il sherry invecchia ancora oggi nelle stesse botti di rovere disposte secondo il sistema tradizionale delle 'soleras'.
Nel primo pomeriggio, quando il calendario lo prevede, la Real Escuela Andaluza del Arte Ecuestre mette in scena l'esibizione dei suoi cavalli andalusi al ritmo di musica dal vivo.
Verso sera, il Barrio de Santiago, quartiere gitano dove nacque lo stile flamenco della bulería, ospita alcune delle peñas più autentiche della città.
Le botti di una bodega jerezana non si svuotano mai del tutto: ad ogni imbottigliamento se ne toglie solo una parte, rabboccata con vino più giovane, secondo un metodo che può mescolare annate diverse per decenni.
Nel Barrio de Santiago il flamenco non è uno spettacolo organizzato per turisti: capita ancora di sentirlo nascere per caso, da un cortile o da un bar, senza alcun palco.
Tour organizzati ed esperienze a Jerez de la Frontera
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