Pantelleria: dammusi e vulcani spenti
Più vicina alla Tunisia che alla Sicilia, Pantelleria conserva un'architettura in pietra lavica unica in Italia e un lago termale nato dentro un antico cratere.
Un'auto o uno scooter a noleggio restano necessari per girare l'isola.
Basse, tondeggianti, con muri spessi che isolano dal caldo estivo: i dammusi, abitazioni tradizionali in pietra lavica, punteggiano ancora oggi le campagne dell'isola.
Dentro un antico cratere, il Lago di Venere mescola acque termali calde a fanghi usati da secoli per trattamenti di bellezza naturali.
Salendo verso l'interno si raggiunge la Montagna Grande, vulcano spento che con i suoi ottocentotrentasei metri domina l'intera isola, spesso avvolto da nebbie improvvise.
Verso sera, l'Arco dell'Elefante, formazione rocciosa naturale a forma di proboscide che si tuffa nel mare, chiude la giornata su una delle coste più fotografate dell'isola, specialmente al tramonto.
I muretti a secco e i dammusi di Pantelleria, insieme alla coltivazione dello zibibbo su terrazzamenti, sono stati riconosciuti patrimonio agricolo dall'UNESCO come pratica tradizionale vivente.
Il Lago di Venere prende il nome dalla dea a cui la leggenda locale attribuisce le proprietà rigeneranti delle sue acque calde e dei fanghi che si depositano lungo le rive.
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