Nanjing: mura imperiali e memoria del Novecento
Capitale di sei dinastie cinesi e della Repubblica di Cina prima del 1949, Nanjing conserva sotto la sua identità di città universitaria una delle cinte murarie imperiali meglio conservate al mondo.
Le tappe si distribuiscono su un'area ampia: conviene alternare metropolitana e camminate brevi.
Le Mura di Nanjing, costruite nel Trecento su ordine del primo imperatore Ming e originariamente estese per oltre trentacinque chilometri, restano tra le cinte murarie cittadine più lunghe mai costruite al mondo, ancora oggi percorribili a tratti a piedi o in bicicletta per circa venticinque chilometri di tracciato superstite.
Il Tempio di Confucio, ricostruito più volte dopo distruzioni successive, affaccia sul fiume Qinhuai in un'area animata la sera da luci colorate e barche turistiche, sede storica degli esami imperiali per la carriera pubblica.
Il Mausoleo di Sun Yat-sen, padre della Cina repubblicana, richiede la salita di trecentonovantadue gradini lungo il fianco della collina Purpurea prima di raggiungere la sala commemorativa in marmo bianco.
Il Memoriale del Massacro di Nanjing documenta con fotografie, testimonianze e resti archeologici l'occupazione giapponese del 1937, in un allestimento pensato esplicitamente per non attenuare la gravità degli eventi.
Le mura imperiali del Trecento e il memoriale del 1937 raccontano due estremi della stessa storia cittadina: la costruzione di un potere e la sua più brutale negazione, a distanza di sei secoli.
Il Tempio di Confucio, animato ogni sera senza troppo peso storico addosso, resta il luogo in cui Nanjing sembra concedersi una tregua da entrambi gli estremi.
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