Hangzhou: il Lago Ovest e i templi buddisti
Marco Polo la definì la città più bella e nobile del mondo: Hangzhou costruisce ancora oggi la propria identità attorno al Lago Ovest, celebrato da secoli di pittura e poesia cinese.
Una passeggiata lungo le sue rive, alternata a una breve gita in barca, basta a coprire buona parte della giornata.
Il Lago Ovest, patrimonio UNESCO dal 2011, è attraversato da dighe pedonali costruite già nel IX e XI secolo da funzionari-poeti, tra cui la Su Causeway, fiancheggiata da alberi che fioriscono in primavera.
Il Tempio di Lingyin, uno dei più importanti templi buddisti della Cina, sorge tra colline calcaree scolpite con centinaia di sculture rupestri risalenti alla dinastia Song, nascoste tra grotte e sentieri boscosi.
La Pagoda dei Sei Armonie, costruita nel 970 per placare le maree del fiume Qiantang, conserva all'interno una struttura in legno di tredici piani dietro una facciata che dall'esterno ne mostra soltanto sette.
Il quartiere di Hefang Street, via pedonale in stile Song ricostruita nell'Ottocento, vende ancora tè locale, ventagli dipinti a mano e i dolci tipici della tradizione dello Zhejiang.
Le dighe del Lago Ovest furono costruite da poeti diventati amministratori pubblici: pochi luoghi al mondo portano così direttamente il segno di una sensibilità letteraria nella propria infrastruttura.
Il tè venduto oggi a Hefang Street cresce sulle stesse colline che ispirarono quei versi — un filo che lega la Hangzhou di Marco Polo a quella di chi ci passeggia adesso.
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