Mendoza: capitale argentina del vino
Costruita ai piedi delle Ande dopo essere stata quasi rasa al suolo da un terremoto nel 1861, Mendoza rinacque con ampi viali alberati e canali d'irrigazione che oggi sostengono anche le vigne di Malbec della regione.
Il centro si visita a piedi; le cantine vinicole richiedono un'auto o un tour organizzato fuori città.
La giornata comincia da Plaza Independencia, il cuore verde della città ricostruita dopo il terremoto dell'Ottocento, tra bancarelle d'artigianato nei fine settimana e un museo d'arte moderna nel sottosuolo.
A pochi passi si estende il Parque General San Martín, oltre trecento ettari firmati dallo stesso paesaggista del parco di Palermo a Buenos Aires, con un lago artificiale e uno stadio che ospitò partite dei Mondiali del 1978.
Nel pomeriggio conviene spostarsi fuori città, a Luján de Cuyo e nel Valle de Uco, dove le bodegas versano Malbec nelle stesse vigne irrigate dallo scioglimento delle nevi andine.
Tornando verso il centro in serata, è facile notare le acequias, i canali a cielo aperto ideati dai huarpe molto prima dell'arrivo degli spagnoli, che ancora oggi alimentano gli alberi lungo i marciapiedi cittadini.
Basta camminare un isolato qualunque per sentire l'acqua scorrere sotto gli alberi: a Mendoza l'ombra dei viali non è un abbellimento, è ingegneria idraulica indigena rimasta in uso per secoli.
Ogni marzo, a raccolto ultimato, la Fiesta Nacional de la Vendimia riempie le strade di carri allegorici e incorona la propria regina in un anfiteatro naturale scavato nel Cerro de la Gloria.
Tour organizzati ed esperienze a Mendoza
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