Cali: la capitale mondiale della salsa
Cali: la capitale mondiale della salsa

Cali: la capitale mondiale della salsa

Autoproclamata capitale mondiale della salsa, Cali vive la musica non come intrattenimento serale ma come parte della quotidianità, dalle scuole di ballo di quartiere fino alle statue religiose sulle sue colline.

San Antonio e il centro si visitano comodamente a piedi; il Cristo Rey richiede un breve spostamento in auto.

Il quartiere di San Antonio, sulla collina omonima, conserva case coloniali basse e una piccola chiesa bianca del Settecento, circondata da un parco da cui si osserva l'intera vallata del fiume Cauca.

Il Cristo Rey, statua di ventisei metri costruita nel 1953 su una collina a millequattrocento metri d'altitudine, offre dalla propria base una vista che nelle giornate terse arriva fino alle Ande circostanti.

La Iglesia La Ermita, ricostruita in stile neogotico dopo un terremoto di inizio Novecento, custodisce un dipinto del pittore neogranadino Gregorio Vásquez, nato a Santa Fe di Bogotà, risalente al periodo coloniale.

Nei locali di Barrio Obrero e lungo l'Avenida Sexta, orchestre dal vivo suonano salsa fino a notte fonda, in una tradizione musicale arrivata da Cuba e Porto Rico e reinventata localmente a partire dagli anni Settanta.

Dal Cristo Rey, la vallata del Cauca si stende silenziosa sotto gli occhi del visitatore; poche ore dopo, quello stesso paesaggio si riempie del suono della salsa che sale dai locali del centro.

Cali, in fondo, sembra vivere proprio in questo passaggio continuo tra il silenzio delle colline e il ritmo delle strade più basse.

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