Thai Airways dopo la ristrutturazione: la flotta che cambia e il ritorno al profitto
Thai Airways dopo la ristrutturazione: la flotta che cambia e il ritorno al profitto

Thai Airways dopo la ristrutturazione: la flotta che cambia e il ritorno al profitto

Thai Airways International nasce nel 1960 come braccio internazionale della compagnia di bandiera thailandese, fondata insieme alla scandinava SAS per avviare i collegamenti di lungo raggio, e nel 1988 assorbe la Thai Airways Company nazionale diventando il vettore unico del Paese. L'hub principale è Bangkok-Suvarnabhumi, da cui parte una rete che nella stagione invernale copre 64 destinazioni. Membro fondatore di Star Alliance dal 1997, la compagnia si posiziona come vettore tradizionale full-service, con una storia recente segnata più dal risanamento finanziario che dalla crescita.

Storia e posizionamento

Il capitolo più importante degli ultimi anni riguarda la procedura di riorganizzazione aperta nel maggio 2020 davanti al tribunale fallimentare thailandese, in piena crisi pandemica: migliaia di esuberi, la cessione di aeromobili e la sospensione di decine di rotte hanno ridotto drasticamente le dimensioni del vettore. Il piano di risanamento si è concluso formalmente a settembre 2024, con l'uscita dalla procedura concorsuale e l'obiettivo dichiarato di tornare a quotarsi in borsa. Da allora Thai Airways punta a crescere di nuovo, ma partendo da una base molto più piccola di quella pre-crisi.

La flotta

La flotta combina Boeing 777-200 e 777-300, Boeing 787-8 e 787-9 e Airbus A350-900, con l'obiettivo di arrivare a circa 90 aeromobili entro la fine del 2025 rispetto ai 79 di inizio anno. I vecchi 777-200ER dovrebbero uscire di flotta entro il 2026, mentre è stato firmato un ordine fermo per 45 nuovi Boeing con consegne a partire dal 2027. Gli A350 e i 777-300ER riceveranno inoltre nuove cabine Royal Silk ed Economy nei prossimi anni, con il ripristino della classe Economy Plus su alcuni aeromobili.

Rotte e rete

Da Bangkok la rete si estende su Europa, Oceania e gran parte dell'Asia, sfruttando gli accordi di codeshare di Star Alliance per le coincidenze intercontinentali. La compagnia ha reintegrato nella propria struttura i collegamenti regionali che in passato gestiva tramite la controllata Thai Smile, puntando su un'offerta più coerente verso le destinazioni di corto e medio raggio del Sud-Est asiatico insieme ai grandi collegamenti di lungo raggio verso l'Europa.

A bordo e servizio

Le cabine disponibili sono Royal Silk Business ed Economy, con una First Class ormai residuale solo su alcuni aeromobili. Il servizio di bordo resta uno dei punti di forza storici del marchio, con una cucina thailandese curata e un'attenzione al dettaglio nell'accoglienza che precede di decenni la crisi finanziaria recente.

Cosa dicono i passeggeri

Skytrax classifica Thai Airways tra i vettori a 4 stelle, un livello mantenuto anche durante gli anni della ristrutturazione.

  • Apprezzamenti ricorrenti: qualità del servizio di cabina, cucina a bordo, comfort delle poltrone Royal Silk sui velivoli più recenti.
  • Rilievi critici: età media ancora elevata su parte della flotta in attesa dei rinnovi annunciati, rete ridotta rispetto al periodo pre-pandemico su alcune destinazioni europee minori.

Thai Airways si adatta bene a chi cerca un collegamento diretto di lungo raggio verso Bangkok con un servizio di cabina tradizionale e non ha urgenza di coincidenze su orari serrati durante la fase di crescita della rete. È una scelta meno indicata per chi deve prenotare con largo anticipo contando su una disponibilità ampia di posti premium, visto che la flotta è ancora in fase di ricostituzione dopo i tagli del 2020. Prima di volare su tratte secondarie europee, conviene verificare se il collegamento è operato direttamente o tramite un partner Star Alliance, perché la rete è in piena riorganizzazione.

thai airways compagnie aeree recensioni thai airways flotta thai airways star alliance

Ti potrebbe interessare...