Autorizzazioni elettroniche di viaggio: cosa sapere
ESTA, ETA, eVisa ed ETIAS non sono la stessa cosa: sono sistemi diversi, con regole e stati di attivazione diversi. A ottobre 2026, mentre ESTA e UK ETA sono pienamente operativi, il sistema europeo ETIAS non è ancora attivo e la sua data di lancio resta incerta.
ESTA, ETA e eVisa: tre sistemi diversi
Un'autorizzazione elettronica di viaggio non richiede una domanda approfondita né un colloquio consolare: è una verifica preventiva dei dati del viaggiatore incrociati con database di sicurezza. Il sistema più noto è l'ESTA statunitense, richiesto ai cittadini dei 42 paesi aderenti al Visa Waiver Program per soggiorni turistici o di lavoro fino a 90 giorni: resta valido due anni (o fino alla scadenza del passaporto, se anteriore) con ingressi multipli, e dal 2025 la tariffa complessiva è salita a 40 dollari. Un sistema analogo è l'ETA del Regno Unito, obbligatoria per tutti i visitatori esenti da visto, compresi i cittadini UE, dal 2025: dall'8 aprile 2026 costa 20 sterline (circa 23 euro) ed è valida due anni con ingressi multipli, legata al passaporto usato per la richiesta. Diverso è l'eVisa: pur essendo richiesto online, è un visto vero e proprio, con requisiti documentali più approfonditi, come un itinerario dettagliato o la prova di un alloggio prenotato.
ETIAS: il sistema europeo, ancora non attivo
L'Unione Europea sta sviluppando un proprio sistema equivalente, l'ETIAS, destinato ai cittadini di paesi terzi esenti da visto che entrano nell'area Schengen (non ai cittadini UE, per i quali non cambia nulla). Il lancio, rinviato più volte, era stato fissato per il quarto trimestre 2026, ma questo obiettivo è stato ritirato dal sito ufficiale a metà luglio 2026 e la stampa parla ora del 2027, senza conferma ufficiale. Il sito dell'Unione Europea indica a oggi che «ETIAS non è attualmente operativo e le domande di autorizzazione di viaggio non vengono accettate»: chi trova online servizi che promettono di «richiedere l'ETIAS adesso» si trova quindi, con ogni probabilità, davanti a un sito non ufficiale.
Il legame con il passaporto e i costi reali
Un elemento comune a questi sistemi è il legame con il numero di passaporto su cui vengono richiesti: chi rinnova il documento durante il periodo di validità dell'autorizzazione deve verificare se sia necessaria una nuova richiesta, pena il rischio di un rifiuto d'imbarco per mancata corrispondenza nei controlli della compagnia aerea. Sul fronte dei costi, le tariffe ufficiali restano contenute (decine di euro o dollari a persona): qualsiasi richiesta di pagamento molto più alta, specialmente su siti che replicano l'aspetto di un portale governativo, deve far scattare un campanello d'allarme sulla legittimità del servizio usato.
Prima di pagare un sito che proponga una «autorizzazione di viaggio» verso l'Europa, conviene verificare che quel sistema sia effettivamente già attivo: a oggi lo sono solo ESTA (Stati Uniti) e UK ETA (Regno Unito), mentre l'ETIAS europeo resta in attesa di una data di lancio definitiva.
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