Un giorno a Dallas tra arte e storia recente
Un giorno a Dallas tra arte e storia recente

Un giorno a Dallas tra arte e storia recente

Dallas non ha un centro storico nel senso europeo del termine: la sua identità si è costruita nel Novecento, tra petrolio, ferrovie e un evento che ne ha segnato per sempre il nome, l'assassinio di John F. Kennedy nel 1963.

Il Distretto degli Affari raccoglie gran parte di quanto vale la pena vedere in centro, a distanza percorribile a piedi.

A Dealey Plaza, dove il corteo presidenziale venne colpito dagli spari, una X bianca dipinta sull'asfalto segna il punto esatto dell'impatto fatale, ancora oggetto di pellegrinaggio informale per chi visita la città.

Il Sixth Floor Museum, allestito nell'ex deposito di libri da cui partì lo sparo, ricostruisce con documenti d'epoca la cronaca di quei giorni e il clima politico dell'America dei primi anni Sessanta.

Il Nasher Sculpture Center, nel Distretto delle Arti, espone opere di Rodin, Matisse e Miró in un giardino disegnato apposta per la luce texana, con pareti in marmo traslucido che filtrano il sole senza mai abbagliare.

La Reunion Tower, la sfera geodetica che domina lo skyline dal 1978, offre dall'alto una vista che mette in prospettiva quanto la città sia cresciuta orizzontalmente più che in altezza, spingendosi a perdita d'occhio verso la pianura texana.

Poche città americane portano il peso di un singolo pomeriggio di storia quanto Dallas porta quello del 22 novembre 1963, ancora visibile nella X su Dealey Plaza.

Il Nasher e la Reunion Tower raccontano però una città che ha continuato a costruire la propria identità ben oltre quell'evento, senza restarne prigioniera.

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