Siem Reap: la porta di Angkor
Siem Reap: la porta di Angkor

Siem Reap: la porta di Angkor

Villaggio di risaie fino a pochi decenni fa, Siem Reap vive oggi quasi interamente in funzione dei templi di Angkor, il più grande complesso religioso del mondo a pochi chilometri dal centro.

I templi sono lontani tra loro: un tuk-tuk o un'auto con autista sono la soluzione più comune.

Il sole sorge ogni mattina dietro le torri di Angkor Wat, costruito nel dodicesimo secolo dal re Suryavarman II come tempio indù e poi diventato buddista: resta il più grande monumento religioso al mondo per estensione.

Proseguendo verso nord si entra nella città fortificata di Angkor Thom, dove il tempio del Bayon mostra oltre duecento volti di pietra scolpiti su decine di torri.

Nel pomeriggio, a Ta Prohm, le radici di enormi alberi di fico strangolatore avvolgono letteralmente le rovine lasciate deliberatamente non restaurate, rese celebri dal film 'Tomb Raider'.

Tornando in città in serata, la Pub Street, cuore della vita notturna di Siem Reap, offre un contrasto netto con il silenzio dei templi visitati solo poche ore prima.

I volti del Bayon cambiano espressione a seconda della luce e dell'ora del giorno: alcuni visitatori li trovano sereni al mattino e quasi inquietanti nella luce calda del tardo pomeriggio.

Il team di archeologi ha lasciato apposta le radici di Ta Prohm intrecciate alle pietre, invece di rimuoverle come nei templi vicini, proprio per mostrare cosa fosse diventata l'intera area di Angkor prima dei restauri del Novecento.

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