Shenzhen in poche ore: skyline e creatività
Shenzhen in poche ore: skyline e creatività

Shenzhen in poche ore: skyline e creatività

Quarant'anni fa un villaggio di pescatori, oggi una delle metropoli più verticali del pianeta: Shenzhen è cresciuta così in fretta da non avere quasi nulla di 'antico' da mostrare, e ha trasformato questa mancanza in un'identità precisa fatta di grattacieli e distretti creativi.

La metropolitana collega comodamente le poche zone che meritano una sosta.

Il Ping An Finance Center, con i suoi 599 metri tra le torri più alte del mondo, ha un osservatorio al 116° piano da cui il distretto di Futian si distende in una griglia di grattacieli ancora in espansione.

All'OCT-LOFT, ex zona industriale riconvertita a partire dal 2004, capannoni in mattoni rossi ospitano oggi studi di design, gallerie indipendenti e caffè, in netto contrasto con la città futuristica intorno.

Il Window of the World, parco a tema aperto nel 1994, raccoglie oltre cento repliche in scala di monumenti internazionali — dalla Torre Eiffel alle piramidi egizie — pensato in origine per un pubblico cinese con pochi mezzi per viaggiare all'estero.

Il Shenzhen Museum, nel centro civico, ricostruisce con plastici e fotografie d'epoca la trasformazione della città da zona economica speciale del 1980 a metropoli da oltre diciassette milioni di abitanti.

Tra le repliche in miniatura del Window of the World e i grattacieli veri del Ping An, Shenzhen gioca costantemente con l'idea di scala, come se cercasse ancora di misurarsi con il resto del mondo.

L'OCT-LOFT, con i suoi mattoni industriali lasciati volutamente grezzi, resta forse l'unico angolo di città che non ha fretta di crescere ancora.

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