Sapporo: birra, parchi e vita sotto la neve
Pianificata da zero nell'Ottocento su una griglia regolare ispirata alle città nordamericane, Sapporo è oggi la porta d'accesso a Hokkaido e la città che ha dato il nome a una delle birre giapponesi più esportate al mondo.
Il centro compatto si visita comodamente a piedi in una giornata.
La Torre dell'Orologio, edificio in legno bianco del 1878 originariamente sede di un'accademia agraria, resta uno dei simboli più fotografati della città nonostante le dimensioni modeste rispetto ai grattacieli che la circondano.
Il Parco Odori, striscia verde lunga un chilometro e mezzo nel cuore della città, ospita in inverno le enormi sculture di ghiaccio del celebre Festival della Neve di Sapporo.
Il Museo della Birra Sapporo, nell'edificio in mattoni rossi del birrificio originale fondato nel 1876, ripercorre l'arrivo della tecnica di produzione della birra in Giappone grazie a un mastro birraio giapponese formatosi in Germania su incarico del governo Meiji.
Il quartiere di Susukino, distretto di intrattenimento notturno tra i più grandi del Giappone settentrionale, si anima al calare del sole tra ramen shop, karaoke e insegne al neon.
Un mastro birraio mandato a formarsi in Germania e una griglia urbana copiata dal Nordamerica raccontano la stessa strategia: l'apertura pragmatica di Sapporo a modelli stranieri fin dalla sua fondazione.
Susukino, oggi interamente giapponese nell'atmosfera, dimostra però che quella strategia non ha mai cancellato un'identità locale ben distinta.
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