Melilla: modernismo spagnolo sulla costa d'Africa
Città autonoma spagnola sulla costa del Marocco, Melilla nasconde dietro la propria fortezza cinquecentesca la seconda maggiore concentrazione di edifici modernisti di tutta la Spagna, dopo Barcellona.
Il centro modernista si visita comodamente a piedi in una passeggiata di poche ore.
Arroccata su un promontorio roccioso, Melilla la Vieja, fortezza a stella conquistata dagli spagnoli nel 1497, racchiude ancora il nucleo più antico della città.
Uscendo dalle mura si cammina nella città nuova, dove l'architetto Enrique Nieto, vicino alla scuola di Gaudí, disegnò a inizio Novecento decine di edifici modernisti.
Proseguendo lungo le vie principali si osservano facciate liberty che ricordano più Barcellona che il resto delle città spagnole d'Africa, con decori floreali e ferri battuti originali.
Verso sera, il lungomare cittadino offre una vista sullo stretto tratto di costa che separa l'enclave spagnola dal territorio marocchino circostante.
Enrique Nieto si trasferì a Melilla proprio mentre la città viveva un boom edilizio dovuto al suo ruolo militare e commerciale, trovando qui lo spazio per applicare uno stile che a Barcellona era già dominato da Gaudí stesso.
Melilla resta, insieme a Ceuta, una delle due sole frontiere terrestri dell'Unione Europea con il continente africano, una particolarità geografica spesso sconosciuta a chi non l'ha mai visitata.
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