Jeju: vulcani, grotte laviche e sub del mare
Isola vulcanica al largo della penisola coreana, Jeju vive attorno all'Hallasan, il monte più alto della Corea del Sud, e a una tradizione di pescatrici subacquee che l'UNESCO ha riconosciuto patrimonio immateriale dell'umanità.
Un'auto a noleggio resta il modo più pratico per collegare le tappe, distribuite su tutta l'isola.
Seongsan Ilchulbong, il 'picco dell'alba', è un cratere vulcanico affacciato sull'oceano formatosi da un'eruzione sottomarina circa cinquemila anni fa, oggi raggiungibile con una breve salita che regala uno dei panorami più fotografati della Corea.
La grotta lavica di Manjanggul, uno dei tunnel di lava meglio conservati al mondo, si percorre per circa un chilometro tra stalattiti di lava e una colonna naturale alta sette metri, tra le più grandi mai documentate in un tubo vulcanico.
Sulle coste rocciose si incontrano ancora le haenyeo, le donne-sub che da secoli pescano in apnea senza bombole molluschi e alghe, mestiere tramandato di madre in figlia e ormai praticato quasi solo da donne anziane.
Il Jeju Folk Village ricostruisce case tradizionali in pietra lavica e paglia di riso, mostrando tecniche costruttive pensate specificamente per resistere ai venti costanti dell'isola.
Le haenyeo che si immergono ancora oggi senza attrezzatura moderna raccontano un rapporto con il mare che il turismo di massa dell'isola non è riuscito a cancellare del tutto.
Tra un cratere vulcanico e un tubo di lava, Jeju resta prima di tutto un'isola nata dal fuoco e modellata poi, pazientemente, dall'acqua.
Tour organizzati ed esperienze a Jeju
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