Santorini: il tramonto sulla caldera
La forma a mezzaluna di Santorini nasce da una delle eruzioni vulcaniche più violente della storia umana, avvenuta circa 3.600 anni fa e forse all'origine stessa del mito di Atlantide.
Bus locali o un'auto a noleggio collegano i diversi villaggi lungo la caldera.
Sepolto dalla cenere dell'eruzione minoica, l'insediamento dell'età del bronzo di Akrotiri conserva affreschi e case a più piani in uno stato di conservazione tale da essere soprannominato 'la Pompei greca'.
Risalendo lungo la caldera si raggiunge Fira, capitale dell'isola costruita sul bordo del cratere collassato, collegata al porto sottostante da centinaia di gradini o da una funivia.
Proseguendo verso nord, il sentiero panoramico che segue il bordo della caldera regala scorci sul mare e sulle isole vulcaniche ancora attive al centro della baia.
Verso sera si raggiunge Oia, celebre per le sue chiese dalle cupole blu e per un tramonto considerato tra i più fotografati al mondo.
Ad Akrotiri non è stato trovato alcun corpo umano tra le ceneri: gli abitanti sembrano essere fuggiti in tempo, forse avvertiti da scosse premonitrici nei giorni precedenti l'eruzione.
A Oia, nei mesi estivi, decine di persone si accalcano ogni sera sulle stesse terrazze per lo stesso tramonto: chi cerca più tranquillità trova scorci quasi identici, e molto meno affollati, lungo il resto del sentiero della caldera.
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