N'Djamena oggi: il Ciad tra instabilità politica e crisi regionale
N'Djamena oggi: il Ciad tra instabilità politica e crisi regionale

N'Djamena oggi: il Ciad tra instabilità politica e crisi regionale

Alla confluenza tra i fiumi Chari e Logone, N'Djamena guarda dall'altra sponda la città camerunense di Kousséri, in uno dei rari casi al mondo di due centri urbani di paesi diversi affacciati sullo stesso corso d'acqua.

La capitale ciadiana custodisce il Museo Nazionale del Ciad, con reperti della civiltà Sao che abitò la regione del lago Ciad per oltre un millennio, e la Grande Moschea che domina il centro cittadino.

Il Ciad è stato governato per oltre trent'anni da Idriss Déby, morto nell'aprile 2021 sul fronte mentre guidava le truppe governative contro un'offensiva ribelle proveniente dalla Libia.

Il potere è passato al figlio Mahamat Idriss Déby a capo di una giunta militare di transizione, in un percorso segnato dalla violenta repressione delle proteste dell'ottobre 2022, quando le forze di sicurezza uccisero decine di manifestanti a N'Djamena, e dall'uccisione nel febbraio 2024 del principale leader dell'opposizione, Yaya Dillo, in circostanze contestate.

Alle elezioni presidenziali del maggio 2024, le prime dopo la transizione, Mahamat Déby è stato eletto tra accuse di brogli da parte delle opposizioni, mentre la Francia ha posto fine alla propria storica cooperazione militare nel paese tra il 2024 e il 2025.

A complicare il quadro contribuisce la posizione del Ciad come principale via di fuga per oltre un milione di profughi in arrivo dal confinante Sudan, dilaniato dalla guerra civile, oltre alla persistente minaccia del gruppo jihadista Boko Haram nella regione occidentale del lago Ciad.

In un contesto politico più stabile, N'Djamena offrirebbe il Museo Nazionale con i suoi reperti Sao, la Grande Moschea e i vivaci mercati del centro, mentre l'intero paese potrebbe valorizzare il Parco Nazionale di Zakouma, tra i maggiori successi di conservazione degli elefanti in Africa centrale.

Il consolidamento di una transizione politica autenticamente democratica e la stabilizzazione della crisi regionale legata al Sudan restano i presupposti perché il Ciad possa aprirsi a un turismo internazionale più maturo.

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