Karaganda: le miniere di carbone del gulag sovietico
Ex sede di uno dei più grandi campi di lavoro sovietici, Karaganda custodisce oggi un museo che documenta la storia del Karlag, il famigerato gulag kazako.
Il centro, cresciuto attorno alle miniere di carbone del Gulag sovietico, si visita comodamente in taxi o autobus locale.
Il Museo del Karlag, ospitato nell'ex sede amministrativa del campo di lavoro sovietico, documenta la deportazione di centinaia di migliaia di prigionieri politici in Kazakistan.
A pochi passi, il Teatro Russo di Karaganda, costruito da prigionieri del gulag, resta un edificio architettonico di pregio nonostante le proprie origini drammatiche.
Proseguendo verso il centro si visita la Moschea Karaganda, tra le più grandi del Kazakistan centrale, simbolo della rinascita religiosa post-sovietica.
Verso sera, i parchi pubblici della città animano passeggiate serali per le famiglie kazake locali.
Il Karlag, uno dei più grandi complessi di gulag dell'Unione Sovietica, internò tra gli anni Trenta e Cinquanta centinaia di migliaia di prigionieri politici, molti dei quali morirono per le condizioni di lavoro estreme.
Karaganda crebbe rapidamente attorno alle proprie miniere di carbone, tra le più grandi dell'Unione Sovietica, sviluppate proprio grazie al lavoro forzato dei prigionieri del gulag, un'eredità dolorosa ancora oggi ricordata dai discendenti.
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