Charlotte Amalie: il porto caraibico danese diventato americano
Fondata dai danesi come base per il commercio, incluso quello degli schiavi, Charlotte Amalie divenne territorio statunitense solo nel 1917 con l'acquisto delle Isole Vergini.
Il centro, porto coloniale danese passato agli Stati Uniti nel 1917, si visita comodamente a piedi.
Il Forte Christian, fortezza danese del Seicento dipinta di un rosso acceso, resta l'edificio più antico ancora in piedi delle Isole Vergini americane.
A pochi passi, i Ninetynine Steps, scalinata storica costruita con mattoni portati come zavorra dalle navi danesi, collega il porto ai quartieri collinari della città.
Proseguendo si cammina lungo Main Street, ex zona di magazzini commerciali danesi oggi trasformata in una via di negozi duty-free per i turisti delle crociere.
Verso sera, la Sinagoga di Beracha Veshalom, tra le più antiche ancora attive delle Americhe, conserva un pavimento di sabbia secondo un'antica tradizione sefardita.
La sabbia sul pavimento della sinagoga richiama, secondo la tradizione sefardita, la fuga nel deserto degli ebrei spagnoli e portoghesi perseguitati durante l'Inquisizione, alcuni dei quali si stabilirono proprio su queste isole.
Gli Stati Uniti acquistarono le Isole Vergini dalla Danimarca nel 1917 per venticinque milioni di dollari in oro, principalmente per motivi strategici legati alla sicurezza del vicino Canale di Panama.
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