Cancún: rovine maya e Zona Hotelera
Costruita da zero a partire dal 1970 su un progetto governativo per creare una destinazione turistica sulla costa dei Caraibi, Cancún nasconde dietro i resort della Zona Hotelera resti maya ben più antichi della città stessa.
Un autobus locale economico collega tutta la Zona Hotelera al centro città.
Le rovine di El Rey, dentro la stessa Zona Hotelera tra un resort e l'altro, conservano una piccola necropoli e un tempio maya risalenti al periodo post-classico, frequentati oggi anche da iguane che si scaldano indisturbate sulle pietre.
Il Mercado 28, nel centro città lontano dalla Zona Hotelera, vende artigianato messicano, tessuti e peperoncini a prezzi ben lontani da quelli praticati vicino agli hotel.
La spiaggia di Playa Delfines, tra le poche a libero accesso pubblico lungo la Zona Hotelera, offre uno dei punti panoramici migliori sulla lunga striscia di sabbia e sul cartello con il nome della città, diventato negli anni un punto fotografico quasi obbligato.
Il Museo Maya di Cancún espone reperti provenienti da diversi siti dello Yucatán insieme a una sezione dedicata proprio alle rovine di San Miguelito, conservate nello stesso complesso museale.
Le iguane che oggi si scaldano tra le rovine di El Rey occupano uno spazio conteso per secoli tra i maya e, molto più di recente, tra i costruttori della Zona Hotelera.
Il Mercado 28, a pochi chilometri ma a un mondo di distanza dai resort, ricorda che la Cancún reale è quella che vive lontano dalla spiaggia, non quella patinata dei cataloghi di viaggio.
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